‘azineda Invista annuncia che un importatore italiano è stato condannato dal tribunale di Taranto per aver importato 167.000 collant che sfoggiavano l’emblema del suo marchio Lycra. Il carico proveniva dalla Cina e doveva transitare per la Sicilia, verosimilmente per essere ridistribuito sul mercato europeo. Le autorità doganali avevano confiscato lo stock e allertato il fabbricante, abituato ad aver a che fare con questo genere di affari. Già nel maggio 2009 infatti, erano stati sequestrati quasi 26.000 costumi da bagno siglati Lycra. Articoli provenienti dalla Cina che tentavano di raggiungere Roma attraverso la Gran Bretagna. Invista lavora al momento all’applicazione della sua nuova tecnologia, Fusion, che permette la produzione di collant che non si smagliano. I primi prodotti saranno immessi sul mercato prevedibilmente per l’inverno 2010/2011. Invista intende dunque più che mai proteggere e salvaguardare la denominazione Lycra, e sensibilizzare gli acquirenti sui rischi causati dalla contraffazione.