asce a Milano il 13 luglio 1968. Dopo aver frequentato il liceo artistico di Milano, si diploma nel 1991 all’Accademia di Belle Arti di Brera in pittura, sotto la guida del maestro Luciano Fabro. Per alcuni anni successivi si è dedica al restauro di dipinti antichi e alla realizzazione di allestimenti scenografici. Nel 1996 inizia la collaborazione con la Galleria Fabbrica Eos di Milano. Nel 2006 conosce il gallerista Stefano Contini e inizia una collaborazione con le gallerie d’arte Contini a Venezia e a Cortina d’Ampezzo. Sin dal suo debutto come artista nel 1997, Fiore attinge direttamente dalla natura per creare i suoi ritratti con una tecnica unica che utilizza, muschio, foglie, radici, terra, pietre, resina e cemento, combinando insieme forme sospese tra realtà e fantasia. Enzo Fiore attualmente vive e lavoro a Milano. Nelle opere di Fiore il legame con la natura è fortissimo. È da essa che, fin dagli esordi nel 1997, l’artista attinge per plasmare i suoi lavori. Egli si avvale infatti di materiali “morti”, quali muschio, arbusti, radici, terra, pietre, ma anche resina e cemento che diventeranno gli strumenti per la creazione di forme sospese tra natura e fantasia, o ancora di colori pungenti ed essenziali. Fiore dimostra uno straordinario potere di suggestione, ed attraverso l’utilizzo impercettibilmente strutturato di materiali organici, peculiarità della sua ricerca artistica, sembra volerci condurre con mano ferma e delicata all’interno di una leggenda, di una dimensione mitologica alla quale lo spettatore è invitato a partecipare. I suoi quadri acquisiscono nuova forma, si distaccano dalle pareti fisse e immutabili per tramutarsi in ammalianti, sorprendenti, inquietanti sculture. Cani guardinghi controllano la sterile soglia della lucidità per farsi accarezzare solo da stolti poeti e pensieri senza età. Non conoscono l’abbondanza corporea, ma lo scheletro e l’epidermide ; fatti da arbusti, carta, resina e terra, sono austeri e inalterabili dall’artifizio intellettuale. Dal suolo si sprigiona un cavallo, imponente nella pacata parvenza ma indomabile dalla regola umana. Non aggredisce lo sguardo di chi lo osserva ma esprime, con l’enfasi fisica di cui è padrone, il suo libero arbitrio. Non è zoo, nè parco, nè savana. E’ solo l’illusione poetica che uno spazio non determina un contesto, un ambiente, un palcoscenico: un’ essenza, già sola, è. L’inanimato prende vita dal respiro del suo creatore per poi assumere un’esperienza propria, e cede al cospetto dell’eternità che solo l’arte possiede. Poi l’uomo si congiunge agli animali integrandosi con loro. Svaniscono le differenze, il pensiero e l’istinto hanno uguale consistenza: la terra partorisce gli elementi che sono i corpi di ogni scultura. L’uomo diventa fedele, il cane riflette sui curiosi e il cavallo più non sopporta l’obesità del gracile fantino. Infine, Enzo Fiore riporta la propria anima sulla tela. E’ d’espressione timida e quasi celata, trionfa sulla mano dell’artista quasi fosse una rivincita mai così matura. Alcune delle sue opere sono in vendita presso la Galleria d’arte Contini di Venezia. Per ulteriori informazioni consultare il link sotto.